la setta degli alchimisti ouroboros şarkı sözleri
E dimmi, dimmi che cos'è
Questa brezza leggera che
Mi carezza il viso
Io non l'ho mai sentito
E forse so il motivo
Non sono mai stato vivo prima d'ora
Sento una vibrazione che scuote il mio mondo
Supera i confini di questo corpo stronzo
E' il mio spirito che suona
Ascolta, è già cambiato il vento
Stessa direzione, cambiato solo il verso
E che cazzo, mi sono perso di nuovo
Volevo fare un giro ma non so più dove sono
A cosa penso
Tu stringi i denti
Ancora convinto che la fuga da sto mondo sia l'unica via
E adesso scegli, prendi la testa o la coda
L'una potrà salvarti, l'altra ti farà soffrire ancora, ancora
No, non mi basta, ne voglio ancora
La tua lingua mi scorre fra le dita
E poi m'inganna
In questo gioco di ombre
Lascia l'anima intatta
Credo, nel vento
E adesso, e adesso, il cielo guarderò piangere
Fino all'ultima goccia
In cauda venenum
Ho combattuto questo seme affinché fiorisse
Ho seminato queste guerre per protegger le mie figlie
Percorro strade infinite senza giungerne alla fine
E l'eterno si diverte mentre tesse queste rime
Mi distendo all'interno di ogni universo
Lo animo e lo infrango alla penombra di un abbaglio
E l'ordine riporta per far si che tremi il verbo
E il caos mantiene saldo tutto ciò col suo guinzaglio
Io cammino tra le fila di convive con la gioia
In mezzo a questa vita attendo l'uomo sulla soglia
Ravvivo queste fiamme di passioni ormai perse
E se smarrirò la via ritroverò ciò che si perde
Come se esistesse un Dio che porta pace e amore
Che sia un essere malvagio a disperdere il dolore
Sottile è quel confine che delinea corpo e mente
In questa lotta non esiste né chi vince, né chi perde
Osservo l'eterno strascichio delle onde
Poiché son io a donar loro ogni forza
Navigo immerso tra le luci e tra le ombre
Ma dentro l'immenso non esiste una rotta
Io sarò per sempre poiché il presente non consuma
Sia la vita che la morte non intaccan la natura
Un connubio di esistenze perfettamente bilanciato
Dentro un intreccio infinito che ricomincerà da capo
Quando sarò perso cercherò il plenilunio
Mentre il sale osserva lo zolfo e il mercurio
La mente sconnette e poi nutre il suo buio
E nei raggi del sole lei cerca un rifugio
Ed è dentro il mare in cui specchia la luna
Che arde il mio caos, il silenzio in paura
E quando Jaldabaoth professerà parola
Noi ritorneremo ancora, ed ancora, ed ancora
Io sono la progenie di un essere senziente senza nome
Il mio nome è stato cancellato da un'umana religione
Per paura o per timore che la morte superi il creato
Ma la morte è tutto ciò che tu non hai mai immaginato
Il Terrore che si cela nell'amigdala di chi sa che muore
E quindi piove dalle sfere del reale poiché io porto dolore
Ma la vita non si muove ed io egemone delineo il fato
A un universo che assapora il mio catartico orrore
La mia nenia che sussurra al mondo l'urlo di chi è già passato
Ad un uomo che fa il sordo ed io strappo un altro fiore dal suo prato
Ma se il verbo si fa carne e non vi è orecchio ad accogliere
Allora l'uomo è una parola al vento, il serpente che si morde
E se la coda fosse vita e la bocca fosse morte
Allora i denti sono il punto in cui il destino si confonde
Quindi le mie fauci masticano l'anima di chi s'avvicina al ponte
Che connette il Regno del Nulla al Regno in cui soffia il Vento
Ma se la coda fosse morte e la bocca fosse vita
Non sarebbe tutto quanto identico a prima
Poiché l'uomo sarà sempre destinato a discender dall cima
E a ripercorrer nuovamente ogni strada, ogni pietra, ogni insidia
Io ritornerò per sempre poiché il sempre è il mio presente
Io sono vetta, sia valle, sia il dopo, sia il prima
L'istante, il segreto che è nell'acqua nel creare la corrente
Il dolore che risiede nello spazio tra la bocca e la coda
Lo stesso luogo in cui l'occhio non guarda ma l'amore cola
L'Oscuro che domina il tessuto che separa queste stelle
Il fiume che deriva dal pianto di chi arriva sulla crina
La cui cima delinea ove Morte arriva o resta vita
L'afona frequenza che riecheggia nell'universo
La Paura orbitante attorno all'aberrante che si è perso
L'unione delle lacrime dell'uomo che profuman di geosmina
Il Silenzio che regna sopra la Collina